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IL GRUPPO
Il gruppo Svitati nasce ufficialmente nel marzo del 1990, in un periodo delicato per tutto il movimento ultras, che
di lì a poco avrebbe impattato con le numerose problematiche relative al calcio moderno. Molti di noi, all'epoca sempre
ragazzini, per non dire bimbi, frequentavamo già l'ambiente dell'Arena Garibaldi, innamorati dei colori nerazzurri ed affascinati
dal tifo in Curva Nord. A quell'epoca, con il Pisa in serie A e senza il dominio
incontrastato del calcio in TV, era più semplice e naturale nascere tifosi del Pisa e crescere sui mitici gradoni dell'Arena
Garibaldi. Erano quelli i tempi d'oro di Romeo Anconetani, di Piovanelli, Dunga,
Chamot e Larsen, quando i nerazzurri facevano la spola tra la serie maggiore e la serie B, facendo capolino anche in Europa. Il gruppo
prende vita grazie ad alcuni compagni di scuola particolarmente attivi, al fine di seguire le sorti del Pisa Sporting Club in maniera
diversa, non più cioè come semplici tifosi, ma cercando una maggiore organizzazione, proprio come vedevamo fare in Curva
Nord ai gruppi storici. Per alcuni anni la nostra presenza si è limitata alle partite casalinghe e alle trasferte più
accessibili, vista la nostra giovanissima età; erano tempi duri quelli per chi decideva di creare un nuovo gruppo e attaccare il
relativo striscione ed era quasi impossibile trovare in curva spazio e rispetto
come identità singola, vista la tradizione delle realtà presenti e soprattutto vista la radicata mentalità ultras
che ha da sempre caratterizzato la tifoseria pisana. Tuttavia, con molta umiltà, abbiamo sempre continuato a fare presenza,
a portare lo striscione allo stadio e a dare vita ai primi materiali. Dall'ultimo anno di serie B (1993/94), prima del fallimento del
glorioso Sporting, abbiamo iniziato a partecipare con più frequenza alle gare esterne del Pisa (Monza,
Venezia, Firenze, Lucca, Verona, Salerno), relazionandoci sia con la dirigenza
del Pisa, sia con gli altri gruppi della Curva Nord (oggi Curva Nord "Maurizio Alberti"). Dopo il fallimento e la fine dell'era
Anconetani, abbiamo cercato di riorganizzare le forze (come del resto tutti i tifosi pisani) coinvolgendo e incanalando nuovi ragazzi
verso la vita di curva e cercando ulteriori motivazioni per andare avanti anche in questi campionati minori. Si può dunque
affermare che la crescita del gruppo Svitati sia avvenuta parallelamente alla risalita del Pisa in questi ultimi 11 anni di purgatorio.
Dai bassifondi dell'Eccellenza, fino a sfiorare nuovamente i quartieri del calcio che conta, abbiamo sempre cercato di essere presenti
ovunque accanto ai colori nerazzurri, anche nelle trasferte più dure e assurde (ricordiamo a tal proposito
Tempio Pausania, Sassari, Teramo, Avellino in coppa, Tolentino, Aosta...).
L'attuale realtà ci vede partecipare in maniera attiva all' organizzazione del tifo e di tutte le altre iniziative legate
alla Curva Nord "Maurizio Alberti", insieme e d'accordo con gli altri gruppi (principalmente Rangers e Sconvolts) e il nostro
striscione è sempre presente su tutti i campi dove gioca il Pisa. Come la maggior parte delle realtà ultras, ci
sosteniamo esclusivamente attraverso sacrifici personali e produzione di materiale, con particolare occhio alla qualità
dei nostri prodotti, e facciamo sempre del nostro meglio per colorare il nostro settore con bandiere e stendardi. Il nome
SVITATI rispecchia il nostro modo, un po' goliardico e allegro, di vivere la curva e non solo: oltre alla passione infinita per il
Pisa, ci piace mangiare e bere in compagnia e soprattutto divertirci in ogni occasione, specie in trasferta. L'amicizia all'interno
del gruppo, unita ai valori e alle passioni condivise per i colori e per la città di Pisa, sono quegli elementi basilari
che ci permettono di andare avanti nonostante questo calcio marcio e ricco solo di interessi economici; non a caso
Andy Capp, il nostro simbolo, rappresenta proprio il carattere genuino,
passionale e anticonformista che ci contraddistingue. La nostra mentalità ci impone allo stadio una tendenza assolutamente
apolitica, identificandoci solamente sotto i colori nerazzurri del Pisa ed i vessilli rossocrociati
di Pisa. La nostra caratteristica principale è infatti un forte senso di PISANITÀ, che non si limita esclusivamente
ai pomeriggi domenicali o alle riunioni di curva infrasettimanali, ma si estende al vivere attivamente e orgogliosamente la
città, insieme con la sua gloriosa storia, le sue antiche tradizioni
e le sue problematiche attuali. L'idea del sito internet, uno dei primi in Italia, ma sicuramente non un precursore di tutta
quella valanga di realtà odierne in rete piene di sporcizia e di "ultras da tastiera", nasce esclusivamente come una
semplice finestra informativa e come un punto di riferimento per le iniziative della curva, al servizio di tutti i tifosi Pisani,
senza la benché minima pretesa di eccellere nelle moderne tecnologie informatiche. Siamo infatti i primi a criticare questa
nuova tendenza ultras del sito a tutti i costi visto che spesso poi si perdono per la strada quei valori fondamentali della vita
del tifoso, come l'andare allo stadio e seguire la propria squadra ovunque. In questi ultimi anni anche il nostro gruppo ha avuto un significativo cambiamento. Da qualche anno, infatti, abbiamo avuto un grande ricambio generazionale. Molti validi ragazzi si sono avvicinati ed hanno avuto modo di trovare sempre più spazio anche in una realtà ultras portata avanti per oltre 15 anni dallo stesso gruppo coetaneo di amici, sia dentro che fuori lo stadio.
Siamo contenti e orgogliosi di avere la possibilità di trasmettere a giovani le stesse idee e la nostra mentalità che per anni abbiamo portato avanti. Insegnare a stare in curva, far capire quali sono i valori da rispettare e da combattere, vedere crescere i giovani fino a “passare le consegne”, sempre più fiduciosi che il modo di vivere il gruppo ultras è sempre lo stesso. Questo è quello che ci rende fieri e che a quasi 20 anni di vita ci dà la speranza di credere ancora che per gli ultras e per il nostro gruppo ci sarà ancora tanto spazio. Le ultime leggi, così come per tutte le curve italiane, ci hanno dato un duro colpo. Non poter attaccare più il nostro striscione, non essere liberi di portare una bandiera o di salutare la squadra e gli ospiti a modo nostro, non ci lascia indifferenti. Una parte del nostro concetto di ultras ci viene tolto ingiustamente. Noi, come tutta la curva, cerchiamo di combattere una guerra difficile da vincere, dove molti si sono già arresi. Noi crediamo che l’ultras sia sempre lo stesso di una volta con gli stessi principi e modi di vivere. Non crediamo di dovere cambiare solo perché ce lo impongono. Non si cancella il modo di essere con una legge ingiusta.
Forse questi sono gli anni più difficili per un gruppo ultras, che rischia di convivere e adeguarsi a queste leggi e di perdere di vista le vecchie tradizioni e i vecchi ideali. È per questo che dobbiamo combattere per riportare il nostro stile nelle curve, il nostro striscione e le nostre bandiere senza chiedere autorizzazioni o permessi a chiunque.
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